Tania De Nile

Fantasmagorie

Streghe, demoni e tentazioni nell’arte fiamminga e olandese del Seicento

La Grande Officina
2023, 336 pp., 307 ill. a colori
cm 20x27
ISBN: 9788833672267

€ 45,00  € 42,75
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Quarta

La capacità di inventare mostri è da sempre considerata tra le più alte espressioni dell’immaginazione umana come ben si evince da questo volume, arricchito di un suggestivo apparato di illustrazioni. L’atto creativo accomuna l’artista a Dio, ma mentre Dio dà per definizione forma e senso a ciò che esiste, l’artista può esprimersi – con ancor più libertà – dando vita a ciò che non esiste e inganna, come solo il Diavolo sa fare. Aprire questo libro significa immergersi in uno stupefacente viaggio di scoperta le cui tappe sono centinaia di opere visionarie, centinaia di espressioni dell’immaginazione umana che raccontano genesi, evoluzione e ragioni di un universo magico che da oltre cinque secoli non smette di sedurci. È l’universo che d’istinto associamo al solo Jheronimus Bosch, ignorandone la ben più complessa geografia punteggiata di nomi meno noti, talvolta in grado di rivaleggiare in meraviglia con l’ingombrante precursore. Ma non si tratta di stravaganze episodiche, isolate le une dalle altre: sono invece bizzarrie inserite in una costellazione, qui protagoniste di una inedita veduta d’insieme che ne ricompone l’originaria unità e le raccoglie sotto il nome di Fantasmagorie. Agli occhi di un lettore moderno questo titolo parrebbe avere il solo merito di evocare un immaginario di libere forme fantastiche, ma è in realtà suggerito proprio dalle fonti del Seicento, nelle quali erano definite spoockerijen (da spoock, “fantasma”) le declinazioni irreali e illusorie del demoniaco, ovvero Stregonerie, Inferni e Tentazioni di sant’Antonio, che costituivano una precisa categoria tematica della coeva cultura figurativa dei Paesi Bassi del nord. A partire dai modelli messi in circolazione nelle Fiandre da Bosch e da Pieter Bruegel tra Quattro e Cinquecento, il volume esplora la produzione fantasmagorica dei pittori fiamminghi e olandesi delle generazioni successive, concentrandosi in particolare su Jan Brueghel il Vecchio, Jacques de Gheyn II, Jacob van Swanenburg, Cornelis Saftleven, David Teniers II e Domenicus van Wijnen. Il quadro che emerge dal confronto tra dipinti, disegni e stampe sorprende per varietà e sfumature, e nel contempo illustra la fitta trama di relazioni che collega letteratura onirica, trattati demonologici, scritti sulle streghe e teorie su immaginazione e fantasia. Perché inventare mostri è un gioco, ma è un gioco molto serio.

Allegati
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Autore

Tania De Nile
si è formata tra Roma, Parigi, Firenze e Leida, dove ha conseguito il dottorato di ricerca. Già ricercatrice post-doc e docente presso l’Università della Calabria e l’Università Roma Tre, è curatrice storica dell’arte presso la Sovrintendenza Capitolina e insegna Dutch and Flemish Art all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Specialista di pittura fiamminga e nederlandese, è autrice di numerosi contributi, pubblicati in volumi, cataloghi di mostre e riviste nazionali e internazionali, che vertono in particolare su opere di soggetto diabolico-stregonesco, sul gruppo dei Bentvueghels a Roma e sugli artisti nordici in Italia e nel Meridione. È in uscita il volume Fiamminghi al Sud. Oltre Napoli (Quasar, 2023), da lei curato insieme a Giovanna Capitelli e Arnold Witte.