100 capolavori Galleria Sabauda

A cura di Annamaria Bava

Guide
2023, 240 pp., 105 ill. a colori
16,5x24
ISBN: 9788833672489

€ 19,00 - Disponibile dal 8 Marzo
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Quarta

La Galleria Sabauda è ospitata dal 2014 nella nuova sede della manica nuova di Palazzo Reale, realizzata tra fine '800 e inizio‘900, da Emilio Stramucci, e inserita all’interno dei Musei Reali di Torino, uno dei complessi museali più grandi d’Europa. L'introduzione del volume ripercorre la storia della Galleria, dall’inaugurazione nel 1832 per volontà di Carlo Alberto in palazzo Madama, alla donazione di Vittorio Emanuele II allo Stato nel 1860 al trasferimento nel 1865 al palazzo dei Nobili in via Accademia delle Scienze, fino allo spostamento attuale. La selezione dei 100 capolavori consente di farsi un’idea della ricchissima collezione, con opere di artisti piemontesi, italiani ed europei (dal XIV al XX secolo). La guida evidenzia i principali nuclei collezionistici che la compongono: quello dei duchi e dei re sabaudi, formato a partire dalla fine del ‘500 con l’intento di confrontarsi con le maggiori corti internazionali (dipinti di Veronese, Bassano, Valentin, Gentileschi, Cerano, Cairo, Reni, Albani, Guercino, Solimena, Ricci, Tiepolo, Van Wittel, Bellotto, Batoni e Mengs), alle opere provenienti dal palazzo genovese dei Durazzo acquistato dai Savoia nel 1824 (tra cui dipinti di Savoldo, Cambiaso, Veronese, Tintoretto, Grechetto, Angelica Kauffman), alle acquisizioni ottocentesche volte al Rinascimento italiano (opere di Beato Angelico, i Pollaiolo, Botticelli, Filippino Lippi, Schiavone, Bellini), mentre nel 1930 la pinacoteca viene arricchita dalla collezione dell’industriale piemontese Riccardo Gualino: dipinti, sculture, oggetti preziosi, mobili e reperti archeologici di differenti epoche e culture. Fiore all’occhiello della galleria è inoltre il nucleo di opere dei maestri piemontesi del Rinascimento tra '400 e '500 (Antoine De Lonhy, Gandolfino da Roreto, Martino Spanzotti, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba, Pietro Grammorseo e Gaudenzio Ferrari). Di straordinaria importanza è la raccolta di pittura fiamminga e olandese: dai primitivi (tavole di Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling e van Orley), ai capolavori di Rubens, Van Dyck e Rembrandt, al nucleo di dipinti seicenteschi dalla quadreria viennese del principe Eugenio di Savoia Soissons, giunta a Torino nel 1741 (dipinti di Paul Brill, Gerard Dou, Paulus Potter, David Teniers e Jan Griffier). Il volume dà infine un assaggio del cospicuo numero di opere moderne possedute dalla Sabauda a testimonianza di un momento di grande sviluppo culturale e artistico di Torino negli anni tra le due guerre.

Allegati
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