Laura Angelucci, Louis Frank

Album «Fra Bartolommeo»

Carnets et albums
2024, I. 98; II. 80 pp., 108 ill. a col. e b/n
32 x 22,5
ISBN: 9788833672656

€ 49,00 - Disponibile dal 19 Aprile
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Quarta

Nel 1922, Léon Bonnat lasciò in eredità al Louvre un meraviglioso album di quasi quaranta disegni di uno dei più famosi pittori del Rinascimento fiorentino: Fra Bartolomeo della Porta (1469-1517). La raccolta ripercorre la carriera dell’artista, formatosi a Firenze intorno al 1485 con Cosimo Rosselli, all’ombra della più brillante bottega dell’epoca, quella di Andrea del Verrocchio. Sensibile alle prodigiose innovazioni che emergevano da questo ambiente straordinario, che nel decennio precedente aveva prodotto geni come Botticelli, Ghirlandaio e Leonardo da Vinci, Baccio, come era allora conosciuto, studiò soprattutto sotto la guida di Lorenzo di Credi, al quale Verrocchio aveva affidato le sorti della bottega. Baccio seguì con attenzione anche le opere dei forestieri che si trovavano a Firenze da diversi anni, su tutti Pietro Perugino, e quelle della bottega del Ghirlandaio, allora all’apice della popolarità. A parte un’unica sanguigna, la maggior parte dei fogli dell’album Bonnat presenta disegni a penna e inchiostro bruno su entrambi i lati. Le composizioni sono simili a molti studi del pittore conservati nelle collezioni dei musei di Firenze, Londra e Rotterdam e si riferiscono a progetti incompiuti e a importanti commissioni: dagli studi per il Giudizio Universale dipinto nel Chiostro delle Ossa dell’Ospedale di Santa Maria Nuova (Firenze, Museo di San Marco), che impressionò il giovane Raffaello, a un gruppo di paesaggi, disegnati en plein air. Dopo una pausa di quattro anni, Baccio tornò a dipingere nel 1504, mostrando una profonda influenza della pittura veneziana, scoperta durante un viaggio nell’Italia settentrionale. Il suo stile rinnovato non poté prescindere neppure dagli esempi di Raffaello e Michelangelo, che vide a Roma durante un breve soggiorno tra il 1513 e il 1514. Bartolomeo della Porta morì nel 1517. Le sue opere, che traspongono l’eredità del suo illustre predecessore, Beato Angelico, nel linguaggio della modernità, sono una delle fonti di quella che sarà presto conosciuta come Maniera.

Autori

Laura Angelucci
«Ingénieur d’études» per la scuola italiana e la scuola francese tra Settecento e Ottocento al Département des Arts graphiques del Musée du Louvre, e docente di Storia del disegno in Italia tra Quattrocento e Cinquecento all’Ecole du Louvre. È specialista dell’arte rinascimentale italiana. È stata co-curatrice delle esposizioni al Louvre di Giulio Romano (2012-2013; catalogo curato con Roberta Serra) e Pamigianino, dessins du Louvre (2015-2016; catalogo a cura di Dominique Cordellier).

Louis Frank
è conservatore al Département des Arts graphiques del Louvre per le opere di scuola italiana del XVI secolo e per i disegni d’architettura. Il suo ambito di ricerca riguarda soprattutto il Rinascimento italiano. È autore di una nuova traduzione francese commentata delle Vite di Giorgio Vasari. Tra le principali mostre e i cataloghi recenti da lui curati: Léonard da Vinci, con Vincent Delieuvin (Louvre, 2019-2020), e Giorgio Vasari, il Libro dei disegni. Destinées d'une collection mythique, con Carina Fryklund (Paris, Louvre - Stoccolma, Nationalmuseum, 2022).